
Il D. Lgs 23/2011 ha introdotto il regime fiscale della cedolare secca che è un regime di tassazione che si sostituisce alla classica imposta sul reddito.
Il D. Lgs 23/2011 ha introdotto il regime fiscale della cedolare secca che è un regime di tassazione che si sostituisce alla classica imposta sul reddito.
In pratica il reddito derivante dalla locazione non si cumula con gli altri redditi e non comporta un aumento progressivo della tassazione IRPEF.
Tale reddito viene tassato in modo “secco” appunto nella misura del 21% per i contratti 4+4 e del 10% per i contratti concordati.
Possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto), che non affittano l’immobile nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.
La Legge di Bilancio per il 2019 (legge 145/2018 art. 1 comma 59) ha esteso il regime della Cedolare anche per i contratti di locazione ad uso commerciale.
Il locatore può decidere di optare per questo regime in sede di stipula e registrazione del contratto con apposita clausola o anche nel corso della locazione entro 30 giorni dalla scadenza di ciascuna annualità della locazione, in ogni caso il conduttore deve essere informato della rinuncia a chiedere gli aumenti ISTAT ed eventuali altri aumenti del canone.
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