In situazione  di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando è probabile che l’inquilino si trovi in difficoltà e non riesca a pagare l’affitto.

Per le attività commerciali, chiuse per emergenza sanitaria e in locazione in immobile categoria C/1, è previsto un credito di imposta pari al 60% del canone di locazione. Tale misura non risulta di immediato  aiuto alle attività, essendo tra l’altro prorogato il termine per il versamento degli F24.

La riduzione del canone di locazione può essere una soluzione di sostegno al conduttore. Da parte del locatore è certo una scelta di solidarietà, ma è anche oculata dal punto di vista fiscale.

E’ opportuno infatti registrare la scrittura di riduzione del canone in modo da comunicare ufficialmente all’Agenzia delle Entrate la diminuzione del reddito proprio ai fini della determinazione delle imposte da pagare da parte del locatore. La registrazione tra l’altro è esente da imposta di registro e marche da bollo ed è quindi un adempimento gratuito.

La riduzione può essere temporanea, limitata al periodo della attuale crisi e può essere registrata anche retroattivamente (ad esempio a luglio prevedendo la diminuzione da marzo a luglio.)

In questo modo è possibile mantenere in piedi l’affitto e continuare a riscuotere, anche se un po’ meno, dando sollievo all’inquilino, che potrà proseguire il rapporto senza accumulare morosità.

Se non vuoi “mandare all’aria” il contratto e desideri trovare un compromesso intelligente che riduca il danno economico di un iniziale morosità, contattaci e ti indicheremo i tempi e le modalità per procedere correttamente alla riduzione del canone di locazione.